Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.
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Elovade Italia, parte di Elovade Group, sta affrontando da mesi questa sfida, discutendone costantemente. L’avvento dell’AI sta creando molti interrogativi sul ruolo del distributore del futuro.
Abbiamo già una visione abbastanza chiara, perché stiamo applicando tutto ciò che l’AI può offrirci nella nuova piattaforma che stiamo sviluppando per l’intero Gruppo. L’AI può aiutare enormemente il distributore, perché consente di accelerare lo sviluppo e di curare aspetti che in passato erano difficili da immaginare. Inoltre, permette di raggiungere obiettivi che prima avrebbero richiesto investimenti molto più ingenti.
Tuttavia, ci stiamo rendendo conto giorno dopo giorno, sia durante lo sviluppo sia nelle discussioni con i nostri team, che restano molte domande aperte: quale sarà il ruolo del sales nel futuro e quale il ruolo del tecnico? E, più in generale, quale sarà il ruolo di noi stessi come Elovade Group?
Quello che osserviamo è una potenza incredibile. E questo non riguarda soltanto il nostro mestiere, ma qualsiasi professione. Tutti si chiedono: cosa ne sarà del proprio lavoro se l’AI sarà in grado di svolgerlo?
Eppure c’è una cosa che l’AI non potrà mai fare: creare relazioni tra le persone. E la relazione è il vero segreto del nostro mestiere.
Un esempio molto semplice. Posso offrire il miglior prezzo, posso mettere a disposizione una piattaforma completamente automatizzata, capace di gestire gli ordini come Amazon, e posso automatizzare qualsiasi processo. Ma quando un prodotto richiede fiducia, quando serve qualcuno che si assuma una responsabilità, che firmi un contratto o che ci metta la faccia, non so fino a che punto l’AI potrà arrivare.
Noi, grazie alla rete di partner che abbiamo in tutta Europa, vediamo ogni giorno il valore di questo approccio. La nostra forza risiede nelle tante storie di successo presenti all’interno di Elovade Group. Ciò che funziona nel Regno Unito può essere portato in Italia; ciò che ha successo in Svezia può diventare un modello anche per il mercato italiano; e ciò che nasce in Italia può essere trasferito in Africa.
Ma cosa trasferiamo realmente? Non soltanto il know-how. Trasferiamo soprattutto il modo in cui siamo riusciti a costruire relazioni. E la relazione, a mio avviso, resterà il segreto di qualsiasi distributore che vorrà continuare a operare in questo mercato e a generare vero valore aggiunto.