Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.
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Sempre più spesso si sente affermare che l'Intelligenza Artificiale rappresenti una tecnologia straordinaria ma, allo stesso tempo, un potenziale rischio perché potrebbe sostituire parte del lavoro umano e generare conseguenze sul piano sociale. Personalmente non condivido questa visione.
Per curiosità RIccardo Fantoni ha fatto un esperimento, chiedendo direttamente all'Intelligenza Artificiale quale fosse il ruolo di un distributore in uno scenario come quello attuale. La risposta ha sorpreso positivamente per due motivi.
Il primo è che coincideva perfettamente con la visione del manager: il distributore non può limitarsi a fornire un supporto logistico o transazionale ai partner, ma deve offrire servizi a valore che spaziano dalla consulenza al trasferimento delle competenze, dal supporto tecnico all'accompagnamento nello sviluppo del business. In altre parole, deve assumere un ruolo attivo di consulente e di punto di riferimento per il canale.
Il secondo motivo è che questa risposta descrive esattamente il modello con cui ICOS opera da sempre. L'azienda è nata con l'obiettivo di fare della competenza e del servizio i propri elementi distintivi e, anche in questa nuova rivoluzione industriale, non è necessario cambiare approccio, ma piuttosto rafforzare ulteriormente un percorso che è parte integrante della nostra identità.
Naturalmente l'Intelligenza Artificiale può offrire un contributo importante anche dal punto di vista operativo, supportando molte attività quotidiane e consentendo di migliorare efficienza e produttività.
Per questo motivo ICOS ritiene che che l'avvento dell'AI porti con sé molte più opportunità che rischi e che i benefici potenziali siano nettamente superiori alle preoccupazioni che spesso accompagnano il dibattito su questa tecnologia.