Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.
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In uno scenario tecnologico paragonabile a una vera rivoluzione industriale guidata dall'intelligenza artificiale, anche il ruolo di Sophos continua a evolvere. Del resto, è un'azienda nata nel 1985 e ha già attraversato diverse grandi trasformazioni tecnologiche.
Oggi utilizza oltre 50 motori di intelligenza artificiale integrati nei propri prodotti con un obiettivo preciso: semplificare la sicurezza delle aziende. Non vuole aggiungere un ulteriore livello di complessità, ma integrare le diverse tecnologie in un'unica piattaforma capace di offrire una visione in tempo reale di ciò che accade nell'infrastruttura IT.
Grazie all'AI il vendor è in grado di generare allarmi in pochi minuti, analizzare automaticamente l'origine di un incidente, ricostruire il percorso dell'attaccante, verificare eventuali esfiltrazioni di dati e guidare l'utente nella risoluzione del problema. Tutto questo anche in assenza di competenze specialistiche avanzate.
L'evoluzione riguarda anche il rapporto del vendor con il canale. Essendo un'azienda che opera al 100% attraverso i partner, investe continuamente nell'enablement. Di recente ha introdotto una nuova Sophos Academy che mette a disposizione dei partner gli stessi strumenti e gli stessi contenuti utilizzati internamente dai dipendenti Sophos.
Anche questa piattaforma sfrutta l'intelligenza artificiale. Il partner può preparare un incontro con il cliente inserendo le informazioni disponibili e ricevere automaticamente documentazione, casi d'uso, materiali di supporto e suggerimenti per gestire eventuali obiezioni.
"L'AI, quindi, non è soltanto parte delle nostre soluzioni di cybersecurity, ma è diventata anche uno strumento concreto per rendere i partner ancora più preparati, competitivi ed efficaci nel proporre valore ai clienti".