A settembre i ricavi dei notebook sono cresciuti del 16%, mentre le vendite di PC desktop hanno registrato una flessione più marcata
Il mercato europeo dei notebook genera ricavi più elevati a fronte di un minor numero di dispositivi venduti. È quanto emerge dai nuovi dati dell'analista di mercato CONTEXT. A settembre, i ricavi dei notebook attraverso il canale distributivo sono aumentati del 16% su base annua, nonostante una flessione del 2,8% nei volumi di vendita.
L'aumento dei prezzi medi di vendita sostiene il fatturato, ma i dati evidenziano un mercato PC caratterizzato da andamenti differenti. I notebook mostrano una maggiore tenuta rispetto ai desktop, le cui vendite in unità a settembre sono diminuite di quasi il 39% rispetto allo stesso mese del 2025.
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«La crescita dei ricavi racconta solo una parte della storia», afferma Marie-Christine Pygott, VP Analyst di CONTEXT. «Si spende di più per i notebook, ma si vendono meno dispositivi. Per retailer e reseller, le vendite di prodotti di maggior valore contribuiscono a sostenere il fatturato, ma l'aumento dei costi erode i margini. Il canale ha ancora bisogno di una ripresa della domanda per ottenere un impatto più ampio sulla redditività».
L'andamento dei notebook è stato variabile nel corso del terzo trimestre. A luglio sono cresciuti sia i ricavi, del 25,7%, sia i volumi, del 9,1%. Ad agosto, le unità vendute sono diminuite del 13,3%, mentre i ricavi sono rimasti pressoché stabili, con un incremento dello 0,6%. A settembre si è registrata una crescita più sostenuta del fatturato, sebbene i volumi siano rimasti inferiori a quelli dell'anno precedente.
Per i PC desktop il trimestre è stato più difficile. I ricavi sono diminuiti in tutti e tre i mesi, fino a registrare a settembre un calo del 18,7% rispetto allo stesso mese del 2025. L'aumento dei prezzi medi di vendita ha attenuato l'impatto della ben più marcata contrazione dei volumi.
Nel frattempo, i computer dotati di funzionalità AI rappresentano una quota significativa della spesa nel mercato PC. Nel terzo trimestre, i dispositivi equipaggiati con chipset compatibili con l'intelligenza artificiale hanno rappresentato il 65% dei ricavi dei notebook e il 53,5% di quelli dei desktop. Queste percentuali si riferiscono alla spesa e non al numero di computer venduti.
Il divario di prezzo è particolarmente evidente nei notebook. A settembre, i modelli con chipset compatibili con l'AI venduti attraverso il canale distributivo hanno registrato un prezzo medio di circa 1.100 euro, contro i circa 500 euro dei modelli privi di tali chipset.
CONTEXT precisa che non si tratta di un confronto diretto tra dispositivi con caratteristiche hardware equivalenti: il divario riflette anche la diversa composizione dell'offerta. Attualmente, infatti, i chipset compatibili con l'AI sono concentrati soprattutto nelle configurazioni di fascia alta, mentre il segmento senza AI comprende prevalentemente dispositivi entry-level. I prezzi indicati sono quelli di vendita dei distributori, al netto dell'IVA, e non i prezzi al pubblico.
«Le funzionalità AI stanno assumendo un peso crescente nel mercato PC, ma la loro presenza in un dispositivo non significa necessariamente che siano state il motivo dell'acquisto», aggiunge Marie-Christine Pygott. «Retailer e reseller devono rendere chiari i vantaggi: che cosa possono fare i clienti con una macchina più recente e se questo giustifica il costo aggiuntivo. Una spiegazione ancora più importante in una fase in cui gli acquirenti tendono a rimandare gli acquisti».
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