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ASUS, il 2026 dell’AI tra incertezze, sfide ed opportunità

Il panorama tecnologico continua la sua evoluzione a ritmi vertiginosi, spinto in larga parte dall’inarrestabile ascesa dell’intelligenza artificiale che si manifesta sia come motore di crescita esponenziale sia come fonte di nuove sfide, e il 2026 si preannuncia essere un anno di profonde trasformazioni, caratterizzato da dinamiche complesse ma ricco di opportunità, esordisce Marco Astori, Country Manager di ASUS Italia, nel tracciare lo scenario dell’anno appena iniziato

Autore: Redazione ChannelCity - Tempo di lettura 2 minuti.

Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”.

SCENARIO DI OPPORTUNITÀ

Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una normalizzazione della domanda di alcune componenti chiave più rapida del previsto. Questo scenario, sebbene incerto, ci spinge a essere agili e pronti a cogliere ogni opportunità. La vera rivoluzione, tuttavia, si sta manifestando nel quotidiano confronto delle aziende con i limiti (e i costi!) derivanti dalla dipendenza esclusiva dall’AI su cloud. Questi attori vogliono, infatti, maggiore controllo sui propri dati, maggiore sicurezza e la possibilità di sviluppare soluzioni AI personalizzate su Small Language Model, evidenziando una crescente esigenza di portare l’elaborazione AI ‘in-house’”, fa notare Marco Astori. Non a caso, secondo il manager, “l’opportunità più interessante per il 2026 è proprio questa, ovvero la possibilità di offrire soluzioni di calcolo avanzate a un costo per unità drasticamente ridotto rispetto al recente passato, rendendo così l’intelligenza artificiale accessibile a una platea molto più ampia. Se fino a poco tempo fa l’equivalente in capacità di elaborazione pari a un petaFLOP costava decine di migliaia di euro, oggi, grazie a innovazioni come il nostro supercomputer ASUS Ascent GX10, si parla di un investimento di poche migliaia di euro”. È un paradigma che “apre le

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Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”. SCENARIO DI OPPORTUNITÀ Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una normalizzazione della domanda di alcune componenti chiave più rapida del previsto. Questo scenario, sebbene incerto, ci spinge a essere agili e pronti a cogliere ogni opportunità. La vera rivoluzione, tuttavia, si sta manifestando nel quotidiano confronto delle aziende con i limiti (e i costi!) derivanti dalla dipendenza esclusiva dall’AI su cloud. Questi attori vogliono, infatti, maggiore controllo sui propri dati, maggiore sicurezza e la possibilità di sviluppare soluzioni AI personalizzate su Small Language Model, evidenziando una crescente esigenza di portare l’elaborazione AI ‘in-house’”, fa notare Marco Astori. Non a caso, secondo il manager, “l’opportunità più interessante per il 2026 è proprio questa, ovvero la possibilità di offrire soluzioni di calcolo avanzate a un costo per unità drasticamente ridotto rispetto al recente passato, rendendo così l’intelligenza artificiale accessibile a una platea molto più ampia. Se fino a poco tempo fa l’equivalente in capacità di elaborazione pari a un petaFLOP costava decine di migliaia di euro, oggi, grazie a innovazioni come il nostro supercomputer ASUS Ascent GX10, si parla di un investimento di poche migliaia di euro”. È un paradigma che “apre le
Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”. SCENARIO DI OPPORTUNITÀ Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una
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