Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”.
SCENARIO DI OPPORTUNITÀ
Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una normalizzazione della domanda di alcune componenti chiave più rapida del previsto. Questo scenario, sebbene incerto, ci spinge a essere agili e pronti a cogliere ogni opportunità. La vera rivoluzione, tuttavia, si sta manifestando nel quotidiano confronto delle aziende con i limiti (e i costi!) derivanti dalla dipendenza esclusiva dall’AI su cloud. Questi attori vogliono, infatti, maggiore controllo sui propri dati, maggiore sicurezza e la possibilità di sviluppare soluzioni AI personalizzate su Small Language Model, evidenziando una crescente esigenza di portare l’elaborazione AI ‘in-house’”, fa notare Marco Astori. Non a caso, secondo il manager, “l’opportunità più interessante per il 2026 è proprio questa, ovvero la possibilità di offrire soluzioni di calcolo avanzate a un costo per unità drasticamente ridotto rispetto al recente passato, rendendo così l’intelligenza artificiale accessibile a una platea molto più ampia. Se fino a poco tempo fa l’equivalente in capacità di elaborazione pari a un petaFLOP costava decine di migliaia di euro, oggi, grazie a innovazioni come il nostro supercomputer ASUS Ascent GX10, si parla di un investimento di poche migliaia di euro”. È un paradigma che “apre le
Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”.
SCENARIO DI OPPORTUNITÀ
Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una normalizzazione della domanda di alcune componenti chiave più rapida del previsto. Questo scenario, sebbene incerto, ci spinge a essere agili e pronti a cogliere ogni opportunità. La vera rivoluzione, tuttavia, si sta manifestando nel quotidiano confronto delle aziende con i limiti (e i costi!) derivanti dalla dipendenza esclusiva dall’AI su cloud. Questi attori vogliono, infatti, maggiore controllo sui propri dati, maggiore sicurezza e la possibilità di sviluppare soluzioni AI personalizzate su Small Language Model, evidenziando una crescente esigenza di portare l’elaborazione AI ‘in-house’”, fa notare Marco Astori. Non a caso, secondo il manager, “l’opportunità più interessante per il 2026 è proprio questa, ovvero la possibilità di offrire soluzioni di calcolo avanzate a un costo per unità drasticamente ridotto rispetto al recente passato, rendendo così l’intelligenza artificiale accessibile a una platea molto più ampia. Se fino a poco tempo fa l’equivalente in capacità di elaborazione pari a un petaFLOP costava decine di migliaia di euro, oggi, grazie a innovazioni come il nostro supercomputer ASUS Ascent GX10, si parla di un investimento di poche migliaia di euro”. È un paradigma che “apre le
Nell’ultimo anno, prosegue il manager, “abbiamo infatti assistito a continuativi shock della domanda e carenza di componentistica chiave senza precedenti, prevalentemente legati all’esponenziale aumento della richiesta di capacità di calcolo AI e questa situazione, pur creando incertezza sui prezzi e sulla disponibilità a breve termine, ci impone una riflessione strategica. La storia recente, come quella della pandemia, ci ha insegnato che gli shock della domanda possono portare a riassestamenti rapidi e la nostra analisi suggerisce che l’attuale euforia sull’AI potrebbe portare anche a una ‘bolla’ speculativa”.
SCENARIO DI OPPORTUNITÀ
Nel dettaglio, “se i modelli di business basati sull’affitto di capacità di calcolo nei data center non dovessero rivelarsi sostenibili come prospettato dalle previsioni attuali, potremmo assistere a una